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Saturday, 11 August 2018

Scienza e politica? Individuale e collettivo

La vittoria dei 5Stelle alle ultime politiche ha riportato al centro del dibattito sui media ed i social networks la questione delle vaccinazioni obbligatorie.  In molta della comunicazione politica recente sembra esserci un scontro tra scienziati e politici, e da qui l'esigenza di enunciare il primato della politica sulla scienza.  In alcuni casi i toni sono così esasperati che sembra quasi che il dibattito tra scienza e politica sia ancora quello al tempo di Galileo, quando la chiesa mal tollerava che qualcuno con un cannocchiale potesse mettere in discussione le parole dell'autorità ecclesiastica.

Ma questo e' solo l'effetto devastante della banalizzazione totale del dibattito, qualunque dibattito, su i social network.  In realtà la stragrande maggioranza degli italiani concorda sul fatto che la scienza il metodo migliore per investigare la realtà materiale che ci circonda e che il metodo scientifico assicura che mentre scienziati individuali possano avere torto, la scienza nel suo complesso produce conclusioni che sono quanto di più vicino alla verità l'umanità sia mai stata in grado di produrre. Ad esempio è una verità scientifica che le vaccinazioni obbligatorie sono necessarie a garantire la salute pubblica.  

Il fatto che sia una verità scientifica non vuol dire che singoli individui non possano decidere diversamente, per una varietà di motivi.  Ad esempio la chiara correlazione scientifica tra fumo e cancro ai polmoni non mi ha impedito di fumare fino a 50 anni.

La decisione su quali regole imporre per via legislativa ai cittadini di uno stato è una decisione politica. Nel decidere un provvedimento legislativo un bravo politico deve tenere conto delle evidenze scientifiche, assieme a tanti altri fattori sociali, culturali, economici, ecc.   Anche se di solito una legge che contraddice patentemente le evidenze scientifiche sul lungo termine raramente risulta essere una buona idea, sono convinto che anche in questo caso la stragrande maggioranza degli italiani concorda sul fatto la scienza è al servizio della politica, e non viceversa.

Ma allora di cosa stiamo discutendo?  Il vero dibattito, che sta alla radice della discussione sulla obbligatorietà delle vaccinazioni, su gli 8 Km del gasdotto TAP, e di tante altre cose è come bilanciare i diritti individuali di ogni cittadino con quelli della collettività.  Questo è un vero dilemma, che non ammette soluzioni esatte che lasciano tutti contenti. 

Il problema è che in Italia, come in tanti altri paesi, abbiamo avuto per lungo tempo una opposizione populista, che per ogni argomento si schierava con quelli che si opponevano ad una decisione del governo. Questi, a prescindere da chi fossero, quanti fossero, e a cosa si opponessero erano il "popolo" che si opponeva all'elite di cui il governo di turno era portavoce.  

La popolarità dei populismi oggi giorno è legata al fatto che dall'opposizione non hai bisogno di fare alcuna sintesi di bisogni conflittuali. Ma questo problema esplode quando i populismi vincono le elezioni e diventano governo. Se rendiamo i vaccini obbligatori le mamme anti-vaccini saranno contrarie; se non li rendiamo obbligatori le mamme con figli immunodepressi saranno contrarie. 

Vedendo quello che sta succedendo in giro per il mondo dove poteri populisti sono al governo, la soluzione è semplice: non si affrontano i problemi per davvero, si rende la politica l'arte dell'impossibile. E quindi si fa un decreto che conferma l'obbligo, ma consente l'autocertificazione, che però non verrà accettata dal molte scuole, ecc. Insomma un casino, in cui tutti potranno pretendere di avere vinto.

La scienza non ha mai smesso fare il suo lavoro, e neanche la politica. Chi si è preso una lunga vacanza, in forma di sonno della ragione, è la cittadinanza, nel senso della responsabilità individuale del bene collettivo.

"El sueño de la razón produce monstruos" riporta questa acquaforte di Francisco Goya.  È ora che risvegliamo il nostro senso di cittadinanza, o presto ci troveremo a confrontarci con i mostri.





English summary: this blog is mostly written in English.  However, today entry is related to a debate taking place on the Italian media and social networks, so I decided to write it in Italian. science has produced solid evidences that mandatory vaccinations are beneficial for public health.  The decision on the vaccination policy is political; but any wise politician should inform their policies on the conclusions of the scientific community.  But in spite the rhetorics of the Italian political debate is not whether vaccinations are good for public health, but rather if we as western societies do still care about public health, or more in general how we resolve the need for "public good" with that of individual freedom.  And this is a political question, not a science one.

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